La Pietà. La commozione dell'anima.


Voglio parlarvi de "LA PIETÀ" di Michelangelo, un opera d'arte senza eguali che potrete ammirare in San Pietro - Città del Vaticano - Roma .


L'opera è stata concepita e realizzata da quel geniaccio di Michelangelo tra il 1497 e il 1499, in quel di Roma, dove l'artista viveva cercando disperatamente di concepire la sua stessa vita nella filosofia magnifica del pieno rinascimento. Con la Pietà Michelangelo abbandona le tematiche classiche, scegliendo un soggetto religioso forse anche influenzato dalle fervide motivazioni del Savonarola, che promuoveva un rinnovamento autentico dei valori cattolici. L'iconografia adottata è di stampo "nordico", ossia non era un approccio abituale ne dell'artista ne probabilmente della sua cerchia culturale, ma chiaramente Michelangelo l'ha affrontata e risolta in maniera talmente perfetta da rendere vano ogni tipo di paragone con altre opere, che ne risulterebbero insulse.

Il movimento rinascimentale, in tutta la sua complessità filosofica, ricercava la perfezione delle forme e degli intenti, anche e comunque attraverso l'applicazione di schemi e asimmetrie classiche, per cui Michelangelo ha assolto a questo principio assecondando i criteri geometrici del triangolo: il panneggio della gonna di Maria è enfatizzato ed amplificato al punto di richiamare, con la sommità del capo, la figura triangolare, questo chiaramente senza andare a discapito dell'armonia e della perfezione delle forme, facendo gravare l'opera in un equilibrio di perfezione strutturale.

Il volto di Maria, più che compassionevole e annientato dal dolore, appare consapevole, pienamente conscio del compiersi di un destino inevitabile e annunciato. Ma Maria è qua madre in primis, madre più che mai, e tiene il corpo del figlio morto sul suo grembo, quasi come fosse stato ancora bambino, quasi volesse inconsciamente opporsi ad un destino ormai compiuto e che lei aveva già compreso, e al cui volere si era dovuta piegare.

Il corpo di Gesù, splendidamente scolpito nel marmo lucido, appare talmente morbido e fluente da fare comprendere che è appena morto, quasi ancora pervaso dal sangue dentro le vene, come un ultimo anelito di sfuggevole vita, la posizione delle braccia e delle gambe esprime appieno questo concetto di trapasso ideale. Il corpo è risanato dal supplizio subito, quasi che le sue ferite si fossero rimarginate miracolosamente per celebrare una nuova nascita interiore. Solo un graffio, sul petto solo qualche insignificante ferita sugli arti,quasi a voler ridimensionale la crudeltà delle atrocità subite riconducendole in un pensiero più ampio di redenzione e resurrezione, in un concetto di umanismo intellettuale positivo e sacralmente solenne.

Il volto di Cristo è, come il corpo, bellissimo e rilassato, tanto da sembrare addormentato. Non è macchiato dal sangue umano che è scorso su di lui, rubandogli la vita, no si è inquinato nelle pubbliche umiliazioni subite, non si è corrotto nella condivisione dell'ultimo doloroso attimo di vita convissuto con i suoi aguzzini. Non parla di terribile vendetta divina. E' sereno. Lui ha perdonato. Lui ha compiuto il destino per cui ha vissuto tutta la vita.

Maria non guarda il volto del figlio, o il suo corpo esanime, Maria abbassa lo sguardo e guarda dentro di se, ripercorre col pensiero quei momenti che sono solo suoi, di quando lui, bambino, giocava...un bambino come tutti gli altri, un bambino solo suo, un bambino di cui il mondo non aveva ancora chiesto il prezzo....

Gli sguardi complici, le prime parole, i primi passi, e poi le passeggiate al pozzo per prendere l'acqua, il pane impastato assieme, le chiacchierate al tramonto, seduti sotto al fico....Questa è per me, la Pietà.

Il Cristo morto nella croce che si riconcilia con Dio e con l'umanità, tra le braccia di sua madre....Commozione pura,che riesce a farmi piangere rapita nel patos delle emozioni.

stampa la pagina

Commenti