La basilica di San Zeno a Verona - visita, informazioni e foto


La basilica di San Zeno a Verona (detta anche San Zenone) è un capolavoro del romanico italiano, un monumento in cui l'eleganza delle forme si intreccia con la ricercatezza armoniosa e ambiziosa delle proporzioni  in un  contesto di solenne spiritualità estetica che si respira passo dopo passo, attraversando la navata centrale e percorrendo le navate laterali, intensificandosi nella cripta dove sono conservate le reliquie di San Zeno ed elevandosi nel presbiterio.


Un po' di storia
San Zeno, ottavo vescovo veronese, morì nel 380 e fu sepolto nel cimitero che si trovava dove ora sorge la basilica, all'interno di una piccola chiesa fatta edificare da Teodorico Il Grande. Nel 589 una grande inondazione dell'Adige sconvolse Verona, fermandosi miracolosamente di fronte alla Chiesetta che ne fu risparmiata con i fedeli che vi si erano rifugiati. La chiesa fu comunque distrutta nel IX secolo e poi ancora nel X secolo dagli Ungari per poi essere riedificata  nel X-XI secolo sotto il vescovo Raterio. Danneggiata dal terremoto del 1117 venne ricostruita, con un progetto che ne permise l'ampliamento e l'allungamento  e che vide l'avvicendarsi degli architetti Giovanni e Nicolò da Ferrara che ne riconcepirono il soffitto e l'abside in stile gotico, lavori che terminarono nel 1398.

portale di San Zeno - Verona

La facciata, in tufo, è percorsa da una galleria di bifore in marmo rosso e presenta al centro  un rosone di Briotolo raffigurante la ruota della fortuna e decorato con sei statue che raffigurano le vicende umane.

Il portale in legno è rivestito da formelle bronzee rappresentanti storie del Nuovo e Antico Testamento oltre a storie di S. Zeno.






formelle bronzee
formelle bronzee

L'interno, a croce latina e a tre navate, è rivestito con fasce di tufo alternate con fasce di cotto ed è percorso da colonne con capitelli corinzi e a motivi zoomorfi provenienti da edifici romani. Il soffitto, di legno carenato, risale al '300.
Tra le opere d'arte conservate nella basilica si possono ammirare la Croce Stazionale di Lorenzo Veneziano, il battistero marmoreo ottagonale di Briotolo, la coppa di porfido di oltre 2 metri di diametro appartenuta ad un edificio termale, la pala Madonna e Santi di Francesco Torbido, l'affresco S. Cristoforo risalente alla fine del XIII, la statua di marmo rosso raffigurante San Zeno che ride.
L'opera di maggior valore artistico conservata nella Basilica è il trittico di Andrea Mantegna che raffigura la Madonna con Bambino e Santi, trafugato dai francesi nel 1797 fu successivamente recuperato ad eccezione dei dipinti della predella, sostituiti con le copie di Paolo Veronese.





La cripta è caratterizzata da 7 arcate impreziosite con fregi di Adamino da S. Giorgio appoggiate su archivolti e capitelli. Il sarcofago contenente le reliquie di San Zeno, il cui volto è celato da una maschera d'argento, è protetto da una cancellata del 400 che chiude l'abside.

Il campanile si trova sul lato destro della chiesa, in un corpo a se stante, ultimato nel 1173 è alto 72 metri e si presenta con il rivestimento alternato di tufo e cotto.

Le statue sulla balaustra sono opere a tuto tondo raffiguranti Cristo e gli Apostoli e sono opere di scuola tedesca della fine del XIII secolo.
trittico di San Zeno - Mantegna





San Zen che ride








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