Disparity rate nel nord Est, parity nelle regioni interne

  L’instabilità tariffaria nel Veneto è dominata da Venezia, dove i prezzi oscillano fino al 23%. Subito dopo il Veneto, la maggiore disparità tariffaria si registra in Toscana, con un tasso del 16%. A trainare questo gap dei prezzi, Firenze con una variazione dei prezzi del 24%. Segue il Lazio con il 15% su un campione di 1115 Hotel analizzati: i prezzi variano da 135€ di minima per doppia a notte e 155€ di massima. Sardegna e Sicilia, che presentano una forte stagionalità tariffaria, registrano un disparity index del 14%, con minime autunnali di 98€ e massime di 112€ per la prima; mediamente più economica la Sicilia con 88€ min e 100€ max.

Le destinazioni con il minore disparity rate si trovano in quelle regioni interne, poco sviluppate sulla distribuzione delle alberghiera online, come il Molise dove gli Hotel prenotabili sul web sono poche decine e le tariffe, di conseguenza, “in parity” con l’1% di variazione e 100€ di media per un pernottamento in doppia. La Basilicata, come il Molise, con una esigua presenza di Hotel prenotabili on line, è quasi in perfetta parity tariffaria con prezzi medi per doppia a notte di 88€.
Segue il Trentino Alto Adige, dove le differenze sono vicine al 4%, con tariffe minime medie di 116€ e massime di 121€. Il Friuli Venezia Giulia segue lo stesso trend verso il parity con il 5% di variazione e tariffe medie minime/massime di 109€ -114€. Entrambe in disparity del 7% Liguria e Puglia. Le tariffe più basse sono in Calabria con un valore minimo di 83€ e massimo di 94€: il disparity rate è del 13%.
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