Vladimir Luxuria vs Asia Argento

Non basta indossare gli abiti di una donna per entrare nel suo corpo, nella sua psiche, nella sua storia, nella sua vita. Evidentemente non basta. Ho sempre nutrito una simpatia, seppur tenue, per Vladimir Luxuria, da oggi si è completamente dissipata. L'antefatto: le accuse e le parole rivolte ad Asia Argento, parole che non ho voglia di ripetere personalmente, parole che potrete risentire nel video linkato in questo post, se avete bisogno di rinfrescarvi la memoria. Parole che pesano come macigni scagliati non solo su una, ma su tutte le donne, un vero linciaggio contro quella che è da milioni di anni la più fragile minoranza sociale, la donna! Dopo secoli di battaglie per affermare l'uguaglianza dei diritti, ecco che arriva lei, la paladina di un'altra minoranza moderna e non si fa alcuno scrupolo nel distruggere una donna ferita per affermare, paradossalmente, il più misogino e maschilista dei pensieri: te la sei cercata!

Io a questo gioco al massacro non ci sto, non ci sono se e non ci sono ma, quelle non sono le affermazioni di una donna ma dell'ennesimo uomo, indipendentemente dai panni che ha scelto di indossare perché quello è lo stampo del pensiero maschile, un pensiero forgiato sul valore della forza fisica e non della sensibilità empatica, un pensiero maturato con esperienze diverse, certo brusche, certo non facili, ma che non possono essere giustificate quando sviluppano un aggressività cieca e sorda verso un genere che, è evidente, non conoscono. Nel momento in cui Vladimir Luxuria tradisce il suo tanto enfatizzato lato femminile, lasciando spazio alla brutalità delle sue accuse, esercita l'ennesima violenza sulle donne. Una violenza psicologica che le donne conoscono bene, perché nel percorso della loro vita, soprattutto in quel tortuoso percorso di crescita, subiscono ancora troppo spesso. 
Asia Argento è oggi una donna forte e coraggiosa, ma questo non significa che debba sopportare questa ennesima violenza verbale, probabilmente ancora più difficile da comprendere con la consapevolezza dei quarant'anni. Una violenza gratuita, efferata, mirata a raccogliere le attenzioni dei riflettori per confondere, per instillare il dubbio, per screditare, per strumentalizzare...
Io come donna non lo capisco. Non capisco questa malvagia aggressività e non posso accettarla.
Le parole feriscono, Vladimir Luxuria, feriscono esattamente e ancor più di una violenza fisica, e quello spettacolo che tu hai voluto  mostrarci è uno schiaffo morale che non è partito dalla mano di una donna, abituata a difendersi e non ad attaccare, uno schiaffo che può infrangersi però contro un muro di solidarietà femminile e tornare indietro, con la stessa violenta aggressività con cui è partito.
Tu non riconosci la violenza subita da una donna? Io non riconosco in te una donna.
Il tuo pensiero non solo non mi rappresenta ma, in quanto donna, mi offende.


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