Corfù d'Ottobre











Corfù d'Ottobre è la fuga ideale per chi non vuole ancora rassegnarsi alla fine dell'estate, per chi ha lavorato tanto e ancora non è riuscito a staccare la spina, o per chi sia ancora ingordo di mare e di sole in un quieto contesto di privilegio surreale.
Complice Ryanair che con i suoi voli che partono da Bergamo all'alba del venerdì e rientrano con il tramonto del lunedì, trasportandoti in circa 1 h.30 oltre il tacco della Puglia, in un'isola che non è troppo grande a volerla girare per bene se il tempo a disposizione lo consente, e non è troppo piccola per annoiarsi se mai si corresse questo rischio...
A comprare il biglietto per tempo... si spende più di autostrada, Corfù è una licenza poetica per tutte le tasche...
Per il mio breve viaggio, io ho scelto il relax.
Questo significa investire qualche soldino in più per l'affitto di un automobile che forse non era necessaria, ma ci ha permesso di ottimizzare i momenti del viaggio scegliendo la strada che più ci piaceva, concedendoci le tappe lì dove ci portava il cuore. E se trovo una spiaggia con il mio nome vuoi che non mi fermi a visitarla?


Questa è la spiaggia di Santa Barbara, pochi euro per un lettino e un ombrellone, se amate le comodità, friabile sabbia sulla spiaggia libera, se volete essere liberi da ogni vincolo.
Il paese non è un vero paese, così come molti altri paesi che abbiamo attraversato, a volte si ha l'impressione di attraversare un set cinematografico con qualche negozio per turisti affacciato sulla strada principale, taverne, camere offerte in affitto un po' ovunque.
Quando ci siamo arrivati era quasi l'ora di pranzo e visto che il posto era bello e che la camera nel nostro hotel era disponibile dalle 15.00 del pomeriggio abbiamo deciso di fermarci nel ristorante affacciato sulla spiaggia per mangiare qualcosa, e mentre noi ci concedevamo la classica insalata greca di rito, gli altri avventori del ristorante sorseggiavano il loro caffè greco della colazione. Forse avremmo dovuto farlo anche noi... ma a questo arriverò dopo...
Reduce della vacanza dell'anno prima nell'isola di Kea, ho voluto accompagnare la mia insalata con una  Sol (che poi a Kea mi dicevano essere la versione greca della Corona, ma quì nel menu le vedevo entrambe...). Probabilmente solo io potevo ordinarla, la birra era buona (ancora) perchè era arrivata al suo mese e anno di scadenza, e una volta stappata ho dovuto pulire il bordo di vetro da uno strato appiciccaticcio di ruggine...



Certo potevo protestare e farmela cambiare, ma c'era qualcosa di molto rilassante nel contesto e ho deciso che in fondo potevo pulirla e berla nel bicchiere.
Male non mi ha fatto.
E' che la Grecia è diversa. Non c'è posto per l'ansia e lo stress (a parte nel traffico di Corfù Town), e se vuoi immergerti in questa filosofia no problem per rilassarti veramente devi abbassare qualche muro e abbattere qualche difesa istintiva. Devi saper guardare l'orizzonte del mare cristallino senza soffermarti sulle tante discariche improvvisate che trovi sul ciglio della strada, devi osservare il paesaggio che ti avvolge mentre ti inerpichi per stradine tortuose che sono tutto un alternarsi di salite e curve senza pretendere di imporre un giudizio.
Tanta gente viaggia in scooter o su vecchie motorette, nessuno indossa il casco. Le auto abbandonate invecchiano sui cigli delle strade e gli agglomerati di case che incontri sembrano soffocarti con botteghe impolverate che si ostinano a esporre materassini da spiaggia e salvagenti per bambini. Il navigatore si perde ad ogni curva, ti confonde proponendoti di seguire strade dai nomi lunghissimi e impronunciabili fino all'imbocco della prossima strada dal nome impronunciabile. Poi ogni tanto incroci qualche vecchia signora, il viso solcato coperto dal fazzoletto per difendersi dal sole, qualche peso avvolto in un sacco e trascinato sulle spalle piegate, no, davvero la vita non è facile per tutti e il turismo non sfama tutti, ma è in queste vecchie che risiede la magia del tempo, incantata dalla stregoneria delle tradizioni ed enfatizzata dalle rughe della storia.



Diversamente sensuale è il volto di Kérkyra Town, la Corfù vecchia. Quì i ragazzini sono chiassosi come tutti gli studenti che tornano all'estate dopo una mattinata passata sui libri, i giovani affollano i bar disinvoltamente alla moda come se l'happy hour iniziasse alle dieci del mattino e i turisti si rifugiano nelle chiese di ogni confessione per cercare riparo dalla frenesia della movida e dello shopping. Tanti negozi di catena, gli stessi di ogni città, gioiellerie intervallate da fish farm che ti invitano ad entrare per farti fare la pedicure dai garra rufa, godendoti il panorama della vetrina nel cuore della città. Più caratteristico il bazar, ci arrivi per caso, credendo di allontanarti dal centro commerciale addentrandoti in viuzze strette e scalette pittoresche, e poi ti ritrovi nel budello, ancora botteghe, magliette pacchiane per turisti e finalmente artigianato locale e onesti negozietti dove alla fine entri perchè in fondo un ricordino di Corfù te lo vuoi portare a casa, magari non il cavatappi a forma di fallo che ti sei stupito di vedere esposto e poi ti sei stupito di questo stupore quando hai capito che sembra il gadget più popolare perchè lo vendono praticamente ovunque...


La toccata e fuga a Corfù Town è stata piacevole, così come le altre brevi incursioni che mi sono concessa lungo il tragitto, il mio viaggio voleva e doveva essere di puro relax per cui per due giorni mi sono dedicata a godermi questo panorama....
Per il capitolo mare e hotel apro una nuova pagina però, nel pieno stile delle recensioni "professionali" che i tanti anni trascorsi come admin review di trivago mi hanno insegnato...



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