Firenze: lapislazzuli, magia del blu

A Firenze presso il Museo degli Argenti (nel contesto di Palazzo Pitti) dal 9 giugno all'11 ottobre 2015 è programmata una mostra dedicata ad antichi oggetti realizzati in lapislazzuli.


Ed è certamente una buona occasione per visitare anche le diverse sezioni del Museo degli Argenti suddiviso nei c.d. appartamenti estivi e nel mezzanino. In totale circa 27 sale, dove sono esposti moltissimi oggetti preziosi che appartennero alla famiglia Medici. Un appassionato collezionista di belle cose fu notoriamente Lorenzo dei Medici, ma molti degli argenti esposti erano anticamente dei vescovi di Salisburgo ed arrivarono a Firenze nel 1815.
All'epoca di Francesco I (1541-1587) soggiornarono a Firenze anche alcuni artigiani lombardi  ai quali molto probabilmente va attribuita la raffinata lavorazione di un grande blocco di lapislazzuli che costituisce il corpo di una celebre fiasca conservata proprio nel museo. Tale oggetto fu eseguito su disegno di Bernardo Buontalenti ed alcuni  elementi in oro smaltato sono invece riferibili all’orafo Jaques Bylivelt.

I pigmenti dei lapislazzuli (blu oltremare ed altre gradazioni) erano utilizzati anche in pittura. E sul loro uso nel XV secolo scrisse Cennino Cennini. Le rocce erano ovviamente importate da alcune zone dell'Asia. I lapislazzuli in realtà sono formati da diversi minerali (fra i quali la lazurite).
Alcune sezioni della mostra in oggetto documentano gli usi antichi in Mesopotamia ed in Egitto, ma anche i citati utilizzi nella pittura (talora per dipingere la Santa Vergine).
E va ricordato che lo stesso Michelangelo usò questi pigmenti per gli affreschi della Cappella Sistina ecc.
Nell'esposizione fiorentina sono ovviamente esposti coppe, vasi e anfore, ma anche mobili intarsiati, piani di tavolo ed altri oggetti che furono realizzati con questo materiale. Ed alcuni furono prodotti nei laboratori fiorentini ( Casino di San Marco ecc.)

lapislazzolo afgano allo stato grezzo, foto Ra'ike (wikimedia)

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L'esistenza a Firenze del noto Opificio delle Pietre Dure testimonia lo storico interesse degli artisti locali per i diversi tipi di minerali pregiati.

uno dei pezzi esposti in mostra (cortesia ufficio stampa-Opera Laboratori Fiorentini/Civita)

La mostra ora proposta al Museo degli Argenti si articola in quattro sezioni: Dalla Natura all’Artificio (in tale settore sono esposti sia minerali sia magnifici pezzi provenienti da molti musei); Commesso in pietre dure e pietre dipinte (particolarmente orientata agli utilizzi artistici nel seicento); La pietra blu nel fasto principesco (uso dei lapislazzoli da parte di importanti committenti) ed infine il settore espositivo Dall’Oltremare al Blu Klein (che documenta l'uso del pigmento nella pittura ecc.)
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