Anniversario di un grande assedio, antiche strategie e riflessioni

Nel maggio 1565 una grande flotta turca arrivava a Malta per iniziare un grande assedio contro i cavalieri ospitalieri che da qualche decennio avevano fortificato l'isola e contrastavano le tante operazione islamiche nel Mediterraneo.
Sono passati 450 anni ma l'evento fu sicuramente ben importante e nei ragionamenti che all'epoca ispirarono il sultano Solimano il Magnifico ci furono idee e progetti di cui oggi, come riferisce la stampa, parlerebbe spesso l'Isis.

affresco di Matteo Perez_d'Aleccio-assedio al forte di S.Elmo-Malta


Il segreto ultimo obiettivo di Solimano era infatti quello di occupare anche Roma. Già il suo predecessore Mehmed si sentiva un pò legittimato a tale progetto in quanto in base ad antiche credenze i turchi (Teucri) erano discendenti dei Troiani (e Virgilio aveva pure scritto che Roma era stata fondata dai discendenti di Enea). Altresì da qualche tempo i sultani sostituivano gli imperatori di Costantinopoli ed infine c'era probabilmente il ricordo dell'incursione saracena a Roma (24 e 25 agosto dell'anno 846).
Per poter realizzare questo obiettivo l'idea era quella di conquistare l'Ungheria e poi Vienna calando in Italia. I cavalieri di Malta (poco prima cavalieri di Rodi) erano invece un bel fastidio per il controllo marittimo e certamente non erano accomodanti come ad esempio lo furono per un pò i francesi e Francesco I.
Comunque nonostante la disponibilità di soverchianti forze i turchi alla fine furono costretti a rinunciare al sanguinoso assedio.
Lo stesso Solimano il Magnifico nel settembre 1566 morì in Ungheria (per cause naturali) mentre tentava un nuovo attacco a Vienna. E pochi anni dopo (ottobre 1571) ci furono poi i noti fatti di Lepanto.
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Ora non sappiamo quali saranno i futuri sviluppi dell'Isis e le ulteriori azioni di terroristi contigui, su internet si sono però visti alcuni fotomontaggi con bandiere nere sul Colosseo o sul Cupolone ma si sono lette anche battute in romanesco in risposta a tali ipotesi. Però, leggendo le cronache, alla fin dei conti siamo molto preoccupati.


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