opinionando: Perchè l'antitrust dovrebbe occuparsi di dmoz: dal paradosso all'abuso.

Chi non conosce Dmoz? Parliamo della directory più importante e famosa del web, quella che vanta il pagerank più alto, la fonte primaria di colossi quali Netscape Search, AOL Search, Google, Lycos, HotBot, DirectHit, e centinaia di altri, il progetto nato come open source per amore della condivisione e della partecipazione illuminata che hanno distinto i precursori della rete, e che oggi rappresenta un'autorità indiscussa per il riconoscimento e la trasmissione del valore di ogni singolo sito inserito, il "mezzo" di cui la rete dispone per "organizzarsi autonomamente" e porre rimedio alle carenze delle directory commerciali che "non riescono a fare fronte alle richieste" con conseguente abbassamento della qualità dei collegamenti. Parliamo, tra l'altro, della directory free al 100%, quella gratuita a tutti gli effetti e per cui nessuno potrà mai chiedere il pagamento di denaro in cambio dell'inserimento di un url.

Parliamo della directory aperta a tutti, che consente a chiunque di diventare editore e contribuire così all'accrescimento del database attraverso il proprio contributo, volontario e non retribuito, nel nome del bene supremo della condivisione delle risorse sul web.
Insomma, parliamo di uno strumento in grado di influenzare il web, di veicolare traffico, di posizionare un sito, parliamo di un potere immenso, destinato ad amplificarsi ulteriormente con l'accrescimento della rete.
Il paradosso.

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